Prevenzione incendi: le principali fonti di innesco
Pubblicato un utile documento del Dipartimento dei Vigili del Fuoco sulla prevenzione incendi in azienda e a casa: il focus è sulle diverse sorgenti di innesco del fuoco.
La dispensa costituisce un supporto alla formazione degli addetti antincendio ed è stata allegata alla nota DCPREV n. 12301 del 07 settembre 2022, in riferimento al Decreto del Ministero dell’Interno del 2 settembre 2021. In questo articolo illustriamo gli snodi principali del documento riportando un’utile schematizzazione delle diverse fonti di innesco.
Scintille e archi elettrici
Al primo posto nell’elenco delle fonti di accensione più comuni, le scintille e gli archi elettrici costituiscono un fattore di rischio in ogni azienda. La scintilla può essere un arco elettrico di breve durata o un frammento di materiale solido incandescente, in grado di incendiare materiali infiammabili o causare il rischio di esplosione. L’arco elettrico, dalla durata maggiore (da alcuni microsecondi fino a diversi secondi), è in grado di riscaldare i materiali circostanti fino a causare l’innesco di un incendio.
Innesco da superfici calde
Le superfici calde riscaldate da fiamme, attrito o corrente elettrica, costituiscono un significativo fattore di rischio incendio in molteplici contesti industriali. A seconda della temperatura e del tipo di contatto, il trasferimento di calore dalle superfici calde ai materiali combustibili circostanti può innescare un incendio anche in pochi secondi.
Innesco da attrito
L’attrito è un’altra sorgente di accensione rilevante. Il calore generato dall’attrito tra due superfici in movimento può incendiare i materiali combustibili circostanti, come avviene ad es. negli incendi in macchinari che contengono parti in movimento. Ricordiamo che il rischio è massimizzato dalla mancanza di lubrificazione in cuscinetti, nastri trasportatori e cinghie può portare al raggiungimento di alte temperature all’interno della macchina.
Le piccole fiamme
Soprattutto nelle abitazioni, una delle più comuni sorgenti di attivazione è rappresentata dalle piccole fiamme, come quelle prodotte da candele, fiammiferi o accendini. Una piccola fiamma produce flussi termici in grado di favorire l’accensione di combustibili posti immediatamente sopra di essa e nelle sue vicinanze.
La dispensa si sofferma anche le fonti di innesco meno comuni come la radiazione termica, l’autocombustione e le reazioni chimiche esotermiche.
La radiazione termica è un rischio cruciale per la propagazione degli incendi, soprattutto in ambienti chiusi, dove può contribuire al fenomeno del flash-over. L’autocombustione avviene in materiali accumulati in modo da non dissipare il calore (ad es. fienili nelle aziende agricole), che possono raggiungere altissime temperature fino all’accensione senza sorgente esterna. Infine le reazioni chimiche esotermiche, seppur poco frequenti, possono accadere nei contesti industriali che richiedendo una gestione attenta delle sostanze chimiche e una sorveglianza costante.
Concludiamo osservando quanto la comprensione delle fonti di innesco del fuoco sia cruciale nella prevenzione incendi. La dispensa analizzata costituisce un prezioso strumento didattico per la formazione degli addetti antincendio, contribuendo a migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro e prevenire efficacemente gli incendi. Per ulteriori dettagli consigliamo la lettura della versione completa della dispensa, che approfondisce altre importanti fonti di innesco come sigarette e apparecchi elettrici.

