Antinfortunistica: la protezione delle mani nel rischio chimico
Scegliere il guanto giusto per lavori che comportano un rischio chimico è fondamentale per conciliare protezione, praticità e durata: ecco come orientarsi.
Quando si lavora con sostanze chimiche irritanti o pericolose la protezione delle mani è di fondamentale importanza. Prima di tutto è utile identificare il tipo di contatto che avviene (immersione, spruzzi, manipolazione casuale), quanto dura l’esposizione e con quale frequenza si ripete l’operazione. Queste informazioni orientano la scelta tra un guanto monouso, pensato per interventi rapidi e igienici, e un modello riutilizzabile, progettato per resistere all’usura e a più cicli di pulizia.
I criteri centrali per operare una buona scelta sono poi:
Il materiale
I principali sono nitrile, che offre ottima sensibilità tattile e resistenza ai solventi ed è spesso preferito dove serve precisione e protezione da acidi moderati, e PVC o cloroprene, indicati invece quando si devono manipolare oli, grassi o prodotti che richiedono una barriera più robusta e una maggiore durata meccanica.
Lo spessore
Oltre al tipo di materiale, è da considerare anche lo spessore del guanto: più spesso non significa sempre migliore — può ridurre la manualità nelle operazioni che richiedono precisione — ma è imprescindibile nelle operazioni gravose o in presenza di abrasivi.
La texture
La presa e la finitura esterna contano quanto la composizione del guanto. Superfici testurizzate o sabbiate migliorano il controllo su oggetti bagnati o oleosi, mentre i rivestimenti lisci favoriscono lo scorrimento quando è necessario infilare o sfilare componenti rapidamente, e possono mantenere il guanto pulito più a lungo.
La lunghezza
Anche la lunghezza della manicatura è rilevante: guanti lunghi proteggono avambracci e riducono il rischio chimico di contaminazione nei lavori con immersione o spruzzi, mentre modelli più corti agevolano la libertà di movimento.
La finitura interna
Il comfort interno non è un lusso: fodere floccate o in cotone riducono l’affaticamento, assorbono l’umidità e rendono più tollerabili i turni prolungati, diminuendo la necessità di cambiare periodicamente il guanto. Valutate inoltre la facilità di manutenzione e la disponibilità di schede tecniche chiare; un buon fornitore fornisce dati pratici che aiutano a confrontare resistenza e durata in funzione del rischio chimico presente, e fornisce istruzioni precise sulla pulizia e la durata del guanto.
Infine, la scelta di materiali di qualità è importantissima per poter operare comodamente e in sicurezza: componenti certificati, materiali all’avanguardia e lavorazioni al passo con i tempi garantiscono protezione e resistenza a tutti i DPI necessari alla gestione del rischio chimico.
Il catalogo Cope comprende le migliori marche di guanti per tutte le necessità professionali, dalle operazioni quotidiane (detergenti, solventi etc.) ai lavori ad alto rischio chimico.






