Rischio rumore sui luoghi di lavoro: cosa fare

Rischio rumore sui luoghi di lavoro: cosa fare

Quello legato al rumore è uno dei rischi più importanti da analizzare per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Il lavoro in ambiente rumoroso può non creare problemi nell’immediato, ma a lungo andare può causare un abbassamento dell’udito, oltre a diversi altri sintomi come:

  • Difficoltà di concentrazione
  • Nervosismo
  • Ridotta attenzione all’ambiente circostante
  • Alterazione del normale tono muscolare
  • Riduzione dell’equilibrio

I due principali problemi riscontrabili dai lavoratori, oggetto di numerosissime denunce per infortuni, sono:

  • Ipoacusia da trauma, a uno solo o entrambe le orecchie, in seguito a un rumore forte e non previsto (ad es. un’esplosione)
  • Ipoacusia da rumore, un danno progressivo e irreversibile all’udito causato dall’esposizione prolungata ad ambienti rumorosi

Entrambe possono essere temporanee o permanenti, a seconda dell’età, della sensibilità al rumore, di eventuali traumi subiti in precedenza e dell’intensità/durata dell’esposizione al suono.

Gli ambienti interessati sono tutti quelli che prevedono l’utilizzo di macchinari o mezzi rumorosi (industrie, fabbriche, settore trasporti) o che comportano un’esposizione prolungata come i call center, il mondo della musica e dello spettacolo e altri. In tutti questi casi, il datore di lavoro ha l’obbligo di effettuare, tramite specialisti autorizzati, una valutazione del rischio rumore dell’attività.

La valutazione andrà periodicamente aggiornata e fornirà le linee guida per la protezione della salute dei lavoratori. In caso il rumore costituisca un rischio, il datore di lavoro dovrà fornire (con obbligo di utilizzo) tutti i dispositivi di protezione individuali necessari.

I dispositivi devono essere della massima qualità, perché hanno il compito di proteggere l’udito del lavoratore senza compromettere la sua capacità di avvertire segnali di avvertimento o di pericolo (ad es. un clacson o una sirena antincendio).

I DPI sono principalmente di due tipi:

  • Inserti auricolari o tappi: in gomma, poliuretano o plastica vengono inseriti direttamente nel condotto uditivo.
  • Cuffie o conchiglie: in materiale fonoassorbente, si fissano alla testa e coprono tutto il padiglione auricolare.
  • Caschi: pensati per la protezione della testa, comprendono inserti fonoassorbenti sui padiglioni auricolari.

Si sceglieranno i più adeguati a seconda dell’intensità e della frequenza di esposizione ai rumori, e si verificherà periodicamente la loro efficacia, anche grazie al lavoro del medico competente.

La protezione dell’udito non è una comodità ma un importante obbligo che tutela la salute dei lavoratori sul breve, medio e lungo termine.

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