Defibrillatore in azienda: quando è obbligatorio?

Defibrillatore in azienda: quando è obbligatorio?

Negli ultimi anni, la presenza di defibrillatori automatici e semiautomaci (DAE) negli ambienti di lavoro è diventata un tema di crescente importanza. Ma quando è obbligatorio avere un defibrillatore in azienda, e quali sono le responsabilità delle imprese in merito?

La Legge n. 116 del 4 agosto 2021 ha introdotto nuove disposizioni che impongono l’installazione dei DAE in diversi ambienti pubblici e privati, chiarendo anche le condizioni in cui l’obbligo interessa le aziende.

Secondo la legge, il defibrillatore è obbligatorio:

  • Nelle pubbliche amministrazioni con almeno quindici dipendenti e che offrano servizi aperti al pubblico;
  • Negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie con elevata affluenza di passeggeri;
  • Sui mezzi di trasporto che compiono viaggi superiori alle 2 ore senza interruzioni, come aerei, treni e navi;
  • Nelle palestre e strutture sportive, sia professionistiche sia dilettantistiche, dove si pratichino sport agonistici.

Per quanto riguarda le aziende private, la legge dà facoltà agli enti territoriali di disciplinare ulteriori obblighi locali. Ciò significa che, a seconda della regione o del comune in cui opera un’azienda, potrebbero esserci regolamentazioni specifiche che impongono l’installazione dei defibrillatori anche in luoghi come centri commerciali, alberghi, grandi condomini e in generale nelle strutture aperte al pubblico.

Nessun obbligo formale quindi per gli altri luoghi di lavoro. Tuttavia, entrare a far parte del numeroso gruppo di aziende cardioprotette (cioè dotate di un DAE) del nostro territorio può rivelarsi una scelta molto importante per la salute e la sicurezza degli ambienti di lavoro.

DAE in azienda: perché è importante

Ogni anno si registrano diverse migliari di morti per arresto cardiaco improvviso, e in molti casi questi eventi si verificano sul posto di lavoro. Il defibrillatore rappresenta uno strumento salvavita fondamentale, poiché, se utilizzato tempestivamente entro i primi minuti dal malore, aumenta significativamente le probabilità di sopravvivenza.

Ricordiamo che anche i lavoratori non sanitari che abbiano ricevuto una specifica formazione in tecniche di rianimazione cardiopolmonare possono usare questi dispositivi. Inoltre, in situazioni di emergenza, l’uso del defibrillatore è consentito anche a chi non è formato, grazie alla protezione legale garantita dall’art. 54 del codice penale, che sancisce la non punibilità per chi interviene in stato di necessità per salvare una vita.

Dove collocarlo?

Nel caso in cui l’azienda decida (o sia obbligata) di dotarsi di un defibrillatore, è fondamentale che la sua collocazione ne faciliti l’utilizzo da parte di tutti gli occupanti dell’edificio. Il DAE dovrebbe essere posizionato in un luogo facilmente accessibile e ben segnalato, preferibilmente in una teca dedicata. L’ideale è anche, laddove possibile, renderlo accessibile 24 ore su 24, in modo da garantirne l’immediata disponibilità in caso di bisogno.

In conclusione, l’obbligo di dotarsi di un defibrillatore in azienda è ancora circoscritto a specifiche realtà lavorative, ma la normativa e le campagne di sensibilizzazione stanno spingendo sempre più aziende private ad adottare questo importante strumento salvavita.

Installare un defibrillatore in azienda è una scelta di responsabilità sociale che può davvero fare la differenza in caso di emergenza, oltre a favorire la creazione di una cultura della prevenzione e del soccorso rendendo le aziende luoghi più sicuri e protetti.